mercoledì 15 maggio 2013


E così alla fine il primo anno di Burundi è -quasi- finito!
Il 25 rientreremo in Italia e, lasciatecelo dire, una bella vacanzina in patria ci sta proprio! Ci mancano i parenti, gli amici, il cibo, il sole fino alle 9 di sera...
ci preoccupano un po' invece, la bimba che è abituata ad essere allattata ovunque lei voglia, tanto qui non ci fa caso nessuno, l'incontro con i discorsi dell'italiano medio e soprattutto l'ormai acquisita abitudine di dire ad alta voce qualsiasi cavolata ci venga in mente, tanto qui non ci capisce nessuno.
Soprattutto l'ultima a dire il vero.
Cos'è successo qui in Burundi dall'ultimo post?
Tutto bene per noi, la cucciolotta è sempre più -otta e sta imparando a fare un sacco di cose divertenti, come afferrare gli oggetti, cercare di ciucciarli, fare mille faccine, sorrisoni, strani versini e tutte quelle adorabili cose da bebè che, inevitabilmente, fanno rincretinire i genitori eheheh.
Adesso dorme, evento raro, quindi io scrivo. In realtà lei è bravissima con le nanne e di notte capita che dorma anche 8-10 ore di fila (non sempre, ma spesso), però poi di giorno di solito più di 20 minuti di fila è difficile. Anche se ha sonno. E vabbè, non si può avere tutto dalla vita, no?
Soffre un po' di reflusso che spesso le provoca pianti disperati, ma in generale è allegra e coccolosa, inutile dire, permettetemi una sdolcinatezza, che è davvero il sole della nostra vita:-)
La novità più novitosa invece è che la parte burundese della famiglia si è allargata con l'arrivo di Pier, il fratellone di Chiara, che ha notevolmente migliorato la situazione culinaria nostra e di Bujumbura, producendo mozzarella, pizza e buonissime pastasciutte!
E noi che famo? Partiamo, restiamo, emigriamo? A saperlo!
Il contratto per un altro anno c'è, ma non si sa mai cosa può capitare, la famiglia Contini-Cortesi è e resta un po' nomade...
per ora, ci vediamo presto in Italia!

martedì 26 marzo 2013

un mese!


il post l'ho scritto il 21 ma riesco a postarlo oggi...

21 marzo 2013

un mese!oggi la nostra piccolina compie un mese e a noi non sembra ancora vero che quella creaturina buffa e tenera sia proprio la nostra bimba.
In questo mese scrivere un post sarebbe stato impensabile, fare la mamma è impegnativo, soprattutto se la bimbolina in questione ha un amore smisurato per la tetta e non ama troppo la nanna.
Ma oggi Fagiola (detta anche Piccolapiccola, Tata, Vomitina, Amoredellamamma, Denver, Dinosaura, Pistacchia, Lillina ecc ecc)ha deciso di festeggiare il suo compimese con delle gran nanne e quindi la sua mammina ha trovato 5 minuti per scrivere. In generale sembra che la signorina resista un pochino di più tra una poppata e l'altra ora, che abbia imparato che salturiamente ci si può addormentare anche senza tetta e che andare in giro è bello tuttosommato, per cui direi che sta proprio crescendo.
Che stia crescendo lo conferma anche la bilancia della macelleria dei nostri amici su cui l'abbiamo pesata ieri tra l'ilarità dei clienti, ma vabbè:-)
vi aggiorno un po' sugli avvenimenti della sua nascita, se sentire parlare d parto vi schifa o altro non leggete!nulla di troppo pulp comunque, tranquilli.
Il 20 febbraio ce ne andiamo dal ginecologo (a 38 sett e 6 giorni)per una piccola eco di controllo, perchè dall'ecografia di accrescimento fatta 3 settimane prima risultava che la cucciola fosse un po' piccina e il gine voleva sincerarsi che in utero ricevesse abbastanza nutrimento e quindi crescesse bene.
Chiara si mette sul lettino con un po' di ansia e tira fuori la panzona. Partono le misurazioni, cranio, torace, femore...le misure sono incoraggianti, la piccola è sempre piccola ma comunque nella norma ed è cresciuta bene nelle ultime settimane...quindi tutti a casa?
Macchè, il dottore con la sua solita aria serafica e paciosa guarda Chiara e dice: devi partorire. Ti va bene venerdì?
Insomma, c'è poco liquindo amniotico, la pesciolina non ha niente in cui nuotare e quindi deve venire fuori...la testa è già impegnata, il collo dell'utero è pronto, il dottore è tranquillissimo e ci dice che sarà un parto senza problemi.
Noi siamo un po' in panico, il fatto di sapere la data precisa ci sconvolge un po' e in più Chiara voleva tanto un parto più naturale possibile, l'idea di fare partire il tutto con una bella flebo di ossitocina sintetica non le piace proprio. Ma la salute della piccoletta è ovviamente più importante, quindi prendiamo appuntamento per il venerdì, da lì a due giorni. In più ovviamente non stiame nella pelle di conoscere Violetta!
Dopo la visita Chiara in realtà accusa qualche doloretto e comincia pure a perdere un po' di tappo, e così le si accende una piccola speranza...vuoi vedere che la Nana non ha nessuna voglia di farsi indurre e decide di nascere prima?
Si torna a casa, cena, telefonate ai parenti in Italia per raccontargli la novità, a nanna prestissimo perchè Ricky era stato male la sera precedente e quindi aveva passato la notte in bianco.
Chiara si addormenta beata ma si sveglia alle 23 con un po' di mal di pancia. Ah no ecco è passato. Ahia, di nuovo mal di pancia...ma no, è passato. Ahi, che mal di pancia. Ma non è che è un po' troppo ritmico questo mal di pancia?
Si alza e se ne va un po' in giro per casa monitorando sti doloretti, che tra l'altro non è che siano proprio “etti”, anzi, sono piuttosto “otti”.
Dato che i mali continuano imperterriti, e per quando irregolari non lasciano mai più di 5-6 minuti di pausa, decide di svegliare Ricky per andare all'ospedale. Il quale porino era talmente morto di sonno che si è vestito con una tuta felpata per uscire nei 30 gradi della notte burundese:-p
la borsa è già pronta da un po'!
All'ospedale, superato l'imbarazzo di dire alla reception “salve! Ho mal di pancia! Forse devo partorire, ma non sono sicura” ci dicono di salire in maternità, dove conosciamo Regine, l'ostetrica che seguirà tutto il travaglio. Molto carina ed energica, per fortuna. Confermato, il travaglio è iniziato, contrazioni belle toste e dilatazione di 2 cm. Monitoraggio per controllare il cuore della piccola, che galoppa come un cavallino. Très bien, è il responso. Ora si balla.
Vuoi dei farmaci per il dolore? No
vuoi dei farmaci per accellerare il travaglio? No
vuoi dei farmaci per ammorbidire il collo dell'utero? No
ma scusa, sopporti così bene le contrazioni e poi hai paura di fare delle iniezioni?...
spiegato all'ostetrica che non ho paura dell'iniezione (anche se hanno degli aghi giganti)ma che non voglio nessun farmaco che non sia assolutamente necessario, inizia la nottata in camera, passata un po' in bagno, un po' sul letto, un po' inginocchiata per terra, un po' appoggiata al muro, con una marea di contrazioni vicinissime, forti ma sempre irregolari.
Ricky è un po' comatoso ma è un sostenitore fantastico:-)
ogni tanto, più spesso di quanto Chiara vorrebbe ma comunque non troppo spesso, monitoraggio e visita (che dolor)...tutto a posto, ma non ci sono grandi progressi.
Comunque quella storia del respirare e concentrarsi sul respiro durante le contrazioni funziona di brutto. Certo, dopo 8 ore che lo fai cominci a dare un po' di matto e ti concedi qualche imprecazione, ma in realtà funziona. Soprattutto contare i respiri, stabilendo che una contrazione dura al max un tot di respiri. Così conti e sai che tra poco sarà passata pure quella. Questa tecnica è pure valsa a Chiara i complimenti del personale perchè ha sopportato tutto senza troppi lamenti.
O forse è perchè imprecava in italiano e loro non capivano, ma vabbè.
Verso mattina ormai cominciano ad uscire sangue e muco abbastanza regolarmente e le contrazioni fanno davvero un male assurdo...passa il gine che nonostante la mano infilata dove necessario non perde l'aria paciosa e serafica e dice:
“hai un collo dell'utero impeccabile”. Un complimento così non me l'aveva mai fatto nessuno, giuro.
E aggiunge” massimo per mezzogiorno partorisci, ma devo darti un po' di ossitocina perchè le contrazioni sono davvero forti ma sempre irregolari”
faccia contrariata di Chiara che è convinta di avere ossitocina a sufficienza.
“ se non lo faccio rischi di stare qui fino a stasera e questo potrebbe far soffrire il tuo bebè”
ok, la frase magica, non potremmo mai e poi mai far soffrire il bebè. Ossitocinateci.
E poi se ne va, promettendo di tornare entro qualche ora. Il tutto senza perdere la flemma.
Ecco, paradossalmente uno dei ricordi più fastidiosi che ha Chiara del parto è la flebo. Glucosio perchè se no non si regge in piedi ( ma non si poteva avere un po' di torta al cioccolato invece? No eh? Sicuri?)più il famigerato ormone dell'ammore. Un ago gigante, braccio gonfio per due giorni, una leggera flebite ad un mese di distanza. Davvero, più fastidioso quello delle contrazioni, a livello di principio.
Da lì i ricordi di Chiara si fanno vaghi e confusi, una contrazione dopo l'altra, la voglia di cambiare posizione ma l'impossibilità di farlo per la debolezza e soprattutto l'ingombro della flebo, una voglia irrefrenabile di spingere, la csa più atavica e travolgente mai provata.
All'improvviso un sacco di gente in sala, “ora puoi spingere, vai”, il lettino reclinato anche se lei volevo stare accovacciata, Ricky che traduceva perchè Chiara non era più in grado di parlare italiano figurarsi francese e che sceglieva cosa tradurre perchè alcune frasi potevano risultare offensive o troppo sconclusionate, tutti che parlano in Kirundi, il sole fuori dalla finestra e poi finalmente la parola magica, unica capita in mezzo a tante: pediatra, serve il pediatra...ma allora c'è davvero un bimbo! Sta arrivando!
Ancora spinte, che faticaccia e poi un parola decisamente meno magica: ci vuole l'episiotomia! Per fortuna Chiara era completamente fuori per la fatica lo sforzo e il dolore e quindi non se n'è praticamente accorta:-)
poi, una testolina piena piena di capelli tra le gambe, e un secondo dopo...Violetta!
Ricky piange come una fontana,Chiara ripet “amore, amore!” alla bimba come un mantra, ed è stupita di come d'un tratto non ci sia più dolore né nulla, ma si sente benissimoe in forze...
la cucciola è sana, vispa, fa un piantino giusto per dire “eccomi qui”e poi sta tranquilla, si guarda intorno con l'aria perplessa e si lascia visitare. Al neopapino parte l'ansia informativa e telefona a tutti, la mammina vorrebbe tirare un calcione all'ostetrica che cerca di estrarle la placenta e poi si mette a fare un lento lavoro di ricucitura al posto di portarle la sua bambina, vorrebbe cacciare tutti dalla stanza e abbracciare la piccolina...ma forse èil caso di farsi ricucire e così si limita a chiedere ad una suora se può darle la bimba.
Ed eccola lì, Violetta, coi capellini tutti appiccicati alla testa, che nuota nella tutina troppo grande nonostante sia taglia0 mesi, che socchiude gli occhietti grigi nella luce del mattino.
Rientra Ricky dopo le chiamate
Chiara”Ooh com'è bella... è nata a mezzogiono meno un quarto!
Ricky” emh..amore...sono le 10 e un quarto adesso... è nata alle 9.55!
ehehehe vabbè, per lei potevano pure essere le 3 del pomeriggio.
Si torna in camera, dove facciamo il primo incontro con la tetta, non molto felice a dire la verità, Violetta rassicurata dal calore di mamma ha solo voglia di dormire...almeno finchè c'è l'ostetrica in camera che le pizzica i piedini per farla attaccare. Appena questa esce eccola lì, ciucc ciucc ciucc, e via con quella che sarà poi la sua attività preferita!
La piccoletta si mostra subito di carattere: nasce quando decide lei e non il dottore, mangia quando decide lei e non l'ostetrica, fa prendere un infarto a mamma e papà facendo una filata di ore di digiuno finchè è in ospedale per attaccarsi poi beatamente appena giunti a casa il giorno dopo.
Direi che per questo post abbiamo sproloquiato abbastanza, piccoletta permettendo riscriveremo presto per raccontarvi qualche episodio divertente di questo primo periodo...
un abbraccio a tutti!

martedì 29 gennaio 2013

primo post 2013...


Ciao a tutti! Chi non muore si rivede, e così dopo mesi di assenza riapriamo anche noi questo blog con un post nuovo di zecca...
come state? L'Italia che dice? Per noi ormai è abbastanza lontana dopo più di 6 mesi di assenza e ci fa un effetto stranissimo pensarvi sotto la neve...
qui da noi sono successe tante cose, alcune belle e alcune brutte, ma andiamo con ordine...
Noi stiamo bene, Chiara ha un'anguria infilata sotto la maglietta, un'anguria molto vivace per la precisione. Siamo ormai alla 36esima settimana e cominciamo a diventare impazienti, non vediamo l'ora di conoscere la nostra piccolina, di vedere che faccino ha, di toccare finalmente questi piedini che non manca di farci intuire sotto la pelle della pancia nonché di conficcare con decisione nel fianco della mamma.
Laviamo tutine, lenzuolini, pannolini, abbiamo imparato ad usare la fascia porta bebè (che storia!), stiamo chiedendo preventivi ai falegnami per il lettino e il mobiletto fasciatoio...insomma, prepariamo il nido e aspettiamo!
Per Ricky è un periodo molto intenso a lavoro, tra qualche mini-missione all'interno del paese, contabilità da rendere perfetta prima dei controlli UE annuali, parte logistica da monitorare e i soliti piccoli mille imprevisti, ma procede tutto bene.
Durante le vacanze di Natale è venuta a trovarci la famiglia di Chiara (mamma papà e fratellone), eroici dopo un viaggio decisamente avventuroso (mille scali, aerei inesistenti, riprotezioni all'ultimo secondo, 3 continenti diversi toccati...) e crediamo siano rimasti soddisfatti del loro primo assaggio d'Africa. Abbiamo alternato un po' di momenti più relax, come andare in piscina all'aperto il 2 gennaio, giretti in spiaggia e assaggi vari nei ristorantini locali (Pier ha scoperto un certo amore per la brochette di Bugarama), ad altri un po' più diretti a conoscere la realtà del paese : due visite all'orfanotrofio, dove sono stati sommersi (letteralmente) di bimbi ansiosi di ricevere qualche coccola e due giorni di giro all'interno del paese, per vedere i verdi paesaggi del burundi, i villaggi, le coltivazioni tipiche come the, banane e manioca, il museo di Gitega e anche un bellissimo spettacolo dei tamburini che hanno davvro dato il loro meglio per la gioia nostra e di tutto il villaggio di Gishohora accorso per l'occasione.
Abbiamo avuto anche il piacere di presentargli qualcuno dei nostri amici italo-burundesi :-)
tramite i nostri fidi babbi natali inoltre ci sono giunti dall'italia tanti pensieri e regalini per noi e soprattutto per V. ne approfittiamo ancora per ringraziarvi tutti!!! è bello sapere che ci pensate:-)
Purtroppo  in questo post dobbiamo anche raccontare una cosa brutta...
domenica ci siamo svegliati verso le 8 e guardando dalla finestra abbiamo visto un'immensa colonna di fumo sollevarsi fino ad oscurare il sole...il mercato centrale di Bujumbua aveva preso fuoco!
Il mercato era una grandissima costruzione con tetto di lamiera e centinaia di bancarelle in legno, addossate una all'altra e stipate di merce di ogni tipo, purtroppo molta della quale infiammabile: stoffe, olio, alcolici, pneumatici, cartone, quaderni...
la forza dell'incendio che ha bruciato per tutto il giorno non ha risparmiato nulla ed è stata devastante, riducendo l'immenso mercato ad un cumulo di macerie.
I commercianti disperati si sono gettati all'interno per cercare di salvare almeno qualcosa, ma non si capisce bene chi poi sia riuscito ad uscirne.
La perdita a livello economico è immensa, tante famiglie hanno perso tutto, molte scorte son andate distrutte e questo sta portando ad un'impennata dei prezzi che piegherà ancora più le ginocchia della popolazione.
Per ora la zona è ancora chiusa e presidiata dai militari, speriamo nei prossimi giorni di poter andar a vedere con i nostri occhi...nel frattempo se volete vedere qualche foto o approfondire vi consigliamo il sito e la pagine facebook dell' IWACU BURUNDI, uno dei più noti giornali locale che ha fatto un reportage ora per ora...
stiamo a vedere come si evolverà la situazione!
Ora vi salutiamo sperando di ricordarci di scrivere presto...
un abbraccio
Chiara e Ricky